Come prima cosa parto con il mio Chemio-CV ovvero: in che veste mi permetto di dare chemio-consigli?

Ho fatto le mie prime 16 chemio terapie tra il dicembre del 2014 e il giugno del 2015.

Le prime quattro erano una combinazione di antracicline con altri farmaci (la temibile e temuta chemio rossa) ogni 21 gg, poi ogni settimana per 12 sedute taxolo. Il tutto con dignicap un trattamento che, portando la temperatura del cuoio capelluto a 3 gradi, limita fortemente la caduta dei capelli

Nel 2017

ho fatto delle chemio miste a basso dosaggio in Germania con ipertermia (per aprire le cellule ti riscaldano per otto ore, mentre sei sedato, a circa quaranta gradi)

Nel 2019

ho provato con nivolumab a basso dosaggio ora sospeso per un’altra chemio che farò una volta al mese fino ad ottobre.

Questa conoscenza anzitutto mi fa dire che

  • ogni farmaco è diverso
  • ogni persona reagisce in modo diverso
  • ci sono però degli aspetti a cui fare attenzione

Che cosa fare prima?

Igiene dentale

Io consiglio prima di fare una belle igiene dentale perchè uno dei problemi più comuni con tutte le chemio sono le afte o le lesioni della mucosa orale, quindi partire con una situazione già “in ordine” è sicuramente importante.

Risciacqui e vitamina B.

Usare dei risciacqui per precauzione e in caso vitamine del gruppo B. Se le mucose dovessero sanguinare o le afte essere insopportabili io ci faccio sciogliere sopra, con grande dolore, una pastiglia di Bentelan. Nonostante sia una soluzione che dicono sia controversa, secondo la mia esperienza è l’unico prodotto che in uno o due giorni fa richiudere anche le piaghe più ostinate. Altrimenti andate di Mucosyne o di prodotti Alovex !

Nelle prossime puntate parleremo di:

  • ipersensibilità alla luce
  • sindrome mani piedi

….e tanto altro! Con affetto,

Lisa

Sono scomparsa per un po’ perché è un periodo leggermente complicato, tra lavorare a due libri, combattere il cancro ( sto facendo una radioterapia inaspettata dopo il mio ultimo controllo, ma ne parlerò poi ) insomma… le solite cose!

Ad ogni modo oggi vorrei parlare del magico mondo di Instagram!

Premesso che io sono una fan e non ci vedo nessuno strumento del male, mi rendo conto che possa essere utilizzato in modo positivo oppure negativo.

La maggior critica che viene mossa è che su Instagram le persone sono “false” e ci fanno vedere solo ciò che vogliono… surprise surprise! Ma ne più ne meno come quando usciamo il sabato sera e vediamo tutti agghindati e carini, non lo sappiamo poi se magari non dormono da giorni per le coliche del bambino o se litigano da mesi con il partner, e tutto sommato nel non dircelo non sono falsi, si stanno solo facendo i c**i loro (che, nel caso non lo sapeste, aiuta a vivere fino a cento anni!!!).

Una mia amica mi ha detto che guardando dalle mie foto su Instagram sembra che non me la stia passando male…. noooo, è un incubo, solo che le foto con gli aghi nelle vene o mentre vomito in autostrada le troverei di pessimo gusto, non interessanti e soprattutto volte a cercare una simpatia che non mi interessa avere. La domanda è: perché non è normale pensare che uno condivida le cose belle, non per falsità ma perché è anche buongusto?

Altra pessima abitudine delle instagramers è guardare fotografie di donne bellissime e sentirsi inadeguate, a parte che rimango del parere che ci siamo molte donne più fighe di me al mondo, non ho bisogno di vederle per saperlo, e a me sta bene così, non mi toglie ne aggiunge nulla.

Ma se proprio l’insicurezza è cosi paralizzante vi consiglio di guardare le foto della bellissima Alice Basso e vedere quando, a differenza di tre secondi, passa dall’avere un po’ di  smagliature a diventare top model di victoria secret.  A parte Alice che è un caso raro di bellezza e trasparenza, sappiatelo che

la gente si filtra anche li mortacci dell’anima loro, è normale! Fateglielo fare in pace, sappiate che come sempre delle persone vediamo solo ciò che portano in scena, il dietro le quinte non ci riguarda, ma per questo si dice che bisognerebbe essere gentili con tutti, non sappiamo mai che battaglie combattono.

Io personalmente “linstagram”  lo uso per divertirmi, posto foto che trovo ironiche o belle, faccio cento storie al giorno perché è incredibile la quantità di persone con cui ti connettono ma non mi faccio troppi problemi se siano “cool” o meno. Diciamo che non lo sono, lo so, e mi sta benissimo così!

Vi lascio con un consiglio.  in quanto donna che si vuole bene non seguo tanto modelle o modelline che postano solo foto di culi perfetti – un po’ perché non mi interessano – ma seguo un sacco di profili sulla diversity, sulla bellezza attraverso le imperfezioni, le cicatrici, o  sulla bellezza in altre taglie, o sul burlesque, sulla bellezza acqua e sapone, sulla bruttezza che diventa inaspettatamente bellezza.

Instagram lo possiamo selezionare e il mio somiglia ad un mondo multiculturale popolato di gatti e animali strani, con spesso foto di fiordi in Islanda e qualche bella ragazza prosperosa agghindata di piume rosse, il tuo Instagram com’è?

Dal pianeta insta è tutto!

Baci

La Lisa.

 

Recentemente mi sono imbattuta in due concetti filosofici che finora non conoscevo: minimalismo e “slow living revolution”.

Il fatto che ho accidentalmente scoperto questi due movimenti attraverso un ashtag in istangram potrebbe essere considerato da alcuni una coincidenza, da altri il fato, personalmente credo si chiami SERENDIPITY.

Quindi, cos’è il minimalismo?

Ho fatto alcune ricerche e ho trovato numerose risposte, e credo che il motivo sia che ci sono diversi modi di essere minimalisti, può essere una scelta radicale come possedere solo 100 oggetti e vivere in una piccola casa o può essere semplicemente qualcosa che aggiungi ogni giorno nella tua vita (quasi ironico pensare di aggiungere qualcosa alla tua vita sottraendo…) la definizione che più si intona con la mia visione è che il minimalismo riguarda la semplicità.

Trovo che sia semplice come chiedere a se stessi “ho davvero bisogno di questa cosa?”

Semplice ma allo stesso tempo rivoluzionario.

Mi serve davvero questo favoloso paio di scarpe? (chi vuoi prendere in giro, certo che ti servono, vai e comprale!)

Ho bisogno di questa persona nella mia vita? Aggiunge qualcosa alla mia esistenza?

(e con “aggiungere” non intendo ovviamente qualcosa di materiale ma, questa persona mi aiuta nella mia crescita personale? Questa persona porta gioia, risate o energia positiva alla mia mente? O questa persona si lamenta e critica soltanto? Siate consapevoli che la vostra mente non è un bidone e nessuno è autorizzato a buttarci spazzatura)

Slow living revolution:

Anche questo è un concetto complesso e sfaccettato. Ho scoperto proprio oggi che tutto è iniziato in italia (la mia terra) con il movimento “slow food” e da qui il movimento “slow cities”. in Italia ci sono circa 75  città “slow” e molte altre sparse per il mondo (17 in Polonia, 11 in Corea del Sud e 2 in Usa). Il concetto di Slow City è abbastanza semplice: utilizzano la tecnologia per migliorare il tenore di vita delle persone, e non per rendere tutto più complicato e rispettano le risorse geografiche tradizionali. Uno dei maggiori esponenti di questo movimento è Carlo Pretini, nonché mente dello “slow food project”.

Accanto ai movimenti slow food e slow cities si colloca il fenomeno chiamata slow living revolution. Vivere slow non significa essere pigri o senza obiettivi, ma come dice l’autore Carlo Pretini, vivere al giusto ritmo.

Credo che durante l’anno appena trascorso, in seguito alla diagnosi del mio terzo cancro (sono in completa remissione dallo scorso ottobre, ma la mia vita è cambiata drasticamente ora che devo convivere con numerose pillole e medicine) mi sono mossa in direzione di queste due filosofie senza neppure esserne consapevole, e mi ha aiutato notevolmente.

Certamente affrontare questo tipo di difficoltà ti forza a dare delle priorità, ti ritrovi ad avere sempre meno energie fisica ma più entusiasmo e voglia di vivere. Ciò significa capire davvero chi vuoi essere, chi vuoi intorno a te evitando tutti quegli eventi, attività, persone che incontravi senza un perché (e mi spiace dirvi che il motivo era che non volevate stare soli con il vostro compagno sul divano, o magari soli con voi stessi).

Io ho iniziato escludendo molte persone, molti eventi (sono sempre stata un amante della vita notturna ed ora sfido chiunque ad incontrarmi dopo le dieci di sera a meno che non ci sia qualcosa di davvero speciale o mi stia veramente divertendo un mondo) e poi ho anche iniziato a vendere alcune delle mie troppe borse&scarpe con benefici economici e spirituali.

Sarò onesta nel dirvi che che tutto è cominciato quando mio marito si è trasferito da me e ho realizzato che non c’era posto libero per i suoi oggetti, volevo che si sentisse il benvenuto in quella che ora è la nostra casa poiché era arrivato nella mia vita, ora nostra vita.

Fare spazio, riordinare fa sentire davvero bene, e continuerò a farlo ovviamente senza esagerare…

Se vedrete mai la mia zona make up (non una valigia, ne valige ma un intera zona) e il numero di prodotti per la pelle che posseggo, potreste capire che non potrei mai avere solo 100 oggetti, ma non credo che questo sia il punto…

Credo che il punto sia: programmare il tempo del riposo e semplicemente sdraiarsi, programmare il tempo per pensare e farsi delle domande, programmare un tempo per guardare una torta cuocere nel forno, e lasciare andare tutto ciò che non ti fa raggiungere degli scopi nella tua vita.

Spero vi piaccia il post, è stato particolarmente significativo per me.

In luce e amore

Lisa

Non è forse questa la somma domanda?

Eppure la gente ne parla a tavola come se fosse un argomento semplice…

Non posso domandarmi se credo in Dio senza sentire una voce interiore che sussurra “cancro, cancro, cancro” (immaginatelo come il suono di un allarme anti incendio)

Ciò nonostante, credo di aver avvertito una maggiore vicinanza a Dio proprio dopo l’anno scorso, quando ho scoperto che il cancro si era diffuso ancora una volta.

Molte persone pensano (ed io ero una di quelle) che più sei vicino alla morte, più hai bisogno di un Dio Onnipotente che può salvarti o eventualmente prometterti un mondo migliore davanti.

Questo è certamente il motivo per cui ho rifiutato Dio così a lungo e con così tanta forza, non volevo essere debole e ingenua, volevo essere una persona forte che cammina e combatte senza illudersi.

Poi ho avvertito il fuoco e ho visto persone bruciarsi fino a diventare cenere e li ho trovato la grazia.

Non pensavo potesse esistere grazia in posti cosi disperati.

La grazia divina. C’è uno stato di pace che credo non possa essere interamente umano.

Tuttavia non pretendo di aver trovato nessuna verità, dico solo di comprendere ciò che non posso comprendere, ma c’è una forza lì fuori a cui voglio parlare e chiedere di compiere dei miracoli per me e per tutti quelli che ne hanno bisogno.

Questo non significa che quando sarà il mio momento, il più tardi possibile perché ho molte cose da fare in questo viaggio, sarò tipo:

“hei amico, sei onnipotentee tutto il resto, ma ti garantisco che devi ancora migliorare parecchio!”

Suppongo mi guarderà, controllerà la mia ricevuta e dirà:

“ Ragazza, che ci fai ancora li? Dovresti già essere all’inferno! Guardie!”

(esatto, Dio usa degli slang, avete dei problemi per questo?)

Da che parte stai nella questione Dio?

Pace e luce,

Lisa

Prima di tutto: per tutte le persone che non hanno il cancro e che forniscono assistenza… perché abbiamo scanxiety – paura dello scan?

Entri in ospedale, prendi il biglietto e aspetti il tuo turno, ti registri e scendi sottoterra, senti freddo. Ti siedi in una stanza con persone che attendono la conferma di avere il cancro oppure no, se è tornato, e quanto è aggressivo questa volta.

Quindi ora siedi in una minuscola stanza. Sono tutti silenziosi ed incasinati come te, ma per qualche ragione iniziano a condividere le storie peggiori mai sentite sul cancro. Ora non c’è nessuna possibilità di sfuggire al pensiero (il pensiero che hai cercato di evitare tutta settimana, se non tutto il mese): in un imprecisato lasso di tempo ti trovi rinchiusa in un macchinario, con un armatura di plastica sul petto e sul viso, incapace di muoverti, e un rumore fragoroso che ti ricorda in continuazione cosa sta accadendo… claustrofobico?

Cosa puoi fare?

Prima dello scan:

  1. Mentre aspetti metti le cuffie e ascolta della buona musica
  2. Porta dei cruciverba da risolvere, ti terranno occupato
  3. Lavori a maglia? È ora di iniziare. Sei un uomo? Non importa, fallo lo stesso!
  4. Cerca di elencare mentalmente 5 cose che ami o per le quali sei grato
  5. Sfogati. Avrai a che fare con tecnici, nessun dottore o infermiere. Il loro obiettivo è metterti in quel macchinario il più velocemente possibile, far sì che resti immobile e mandarti fuori da lì. Ricorda loro che sei un essere umano. Io ho perfezionato il mio sguardo languido, dico loro che sono terrorizzata e al mio terzo cancro in 30 anni di vita. Chiedo di avvisarmi a metà esame (non lo fanno comunque ma hey.. ), è il mio modo di resistere al sistema e far sentire il mio lato umano.
  6. Prendi dello xanax! Ok forse questo sarebbe dovuto essere il primo punto, ma ragazzi… non funziona da solo! Vi servono comunque un sacco di pensieri positivi!
  7. Pensa alla tua oasi di felicità. Può essere un posto, un momento o una persona speciale. Per me è l’oceano, il mare, le onde. Sono quasi un’insegnate di Yoga… so che è difficile ma provateci fortemente.
  8.  Mentre siete nella macchina e pensate a tutti i posti in cui potrebbero trovarvi il cancro, vorrei che visualizzaste voi stessi prendere a calci quel pensiero e rimpiazzare il pensiero con i numeri 5 o 7, dovrete farlo 600 volte… bene, questo vi terrà occupati e ricordate: il vincitore non è nient’altro che un perdente che non si arrende mai, quindi quando fallite, riprovateci… e poi riprovateci ancora.
  9.  Mentre sei nella macchina pensa a qualcosa che conosci dal cuore: un mantra, una preghiera, una canzone, e ripetila. Perdi te stesso.
  10. Una volta fuori spero tu viva in una nazione dove l’erba è legale… Netflix, pizza e vino potrebbero essere il trucco vincente! Rilassati e prova a dimenticare ciò che hai appena fatto.

Spero abbiate capito il percorso, è davvero dura ragazzi!

Fottutamente dura.

Tuttavia credo che possiate scegliere, scegliere di essere molto più tenaci di tutto questo schifo.

E’ l’unica via e dovete farlo per voi stessi. Piangere non aiuterà, un crollo mentale non vi aiuterà, e neppure lamentarvi l’intera giornata.

Lottare con più forza vi farà attraversare questo momento.

Non voglio promettervi una guarigione, ciò dipende da una combinazione du cure e fortuna, ma vivrete la miglior vita possibile nelle circostanze più avverse… e questa è la vittoria/vendetta più importante!

Non vedo l’ora di ricevere i vostri consigli sull’affrontare l’ansia da scan!

Amore e luce

Lisa

Sto per condividere con voi come e perché ho deciso di tingere i miei capelli e alcuni consigli per mantenere la vostra criniera forte e lucente!!

Cosa avrei dovuto fare con i miei capelli a 29 anni, dopo aver sconfitto il cancro per due volte e dopo aver perso ciò che nei passati 28 anni ho sempre considerato la mia caratteristica migliore?

Ho attraversato tutti i colori dell’arcobaleno ovviamente!

It starHo iniziato timidamente, con qualche accenno di colore sulle punte…

Nella prima trasformazione sembro una fata dai capelli verdi, essendo stato un errore non posseggo prove da mostrarvi!

Il colore successivo è stato un grazioso turchese, in assoluto il mio preferito, mi faceva sentire punk, rock e chic contemporaneamente!

L’ultima tonalità era un romantico viola (il più apprezzato).

Tutti mi chiedono come son riuscita a mantenere sani i miei capelli durante tutti questi trattamenti, qui ciò che ho fatto!

  1. Ho schiarito i miei capelli soltanto una volta senza arrivare mai a quella tonalità bianca/bionda ma fermandomi un paio di gradazioni prima, diciamo un biondo barbie. Mi sono affidata ad un parrucchiere di fiducia e a buoni prodotti, ho utilizzato soltanto pigmenti o gloss che non hanno danneggiato i capelli.
  2. Ho mantenuto un taglio piuttosto corto spuntandoli di frequente.
  3. Ho applicato gocce di olio quotidianamente
  4. Ho idratato a fondo i miei capelli con olio di cocco e maschere, alcune comprate altre fatte in casa con uova, ollio d’oliva, yougurt, avocado, banana
  5. Genetica… mi spiace!

Questa è un analisi reale per tutte le donne, a volte siamo benedette con qualche meravigliosa caratteristica che trascuriamo per raggiungere qualcosa di impossibile.

Posso tingere i miei capelli perché sono forti e spessi, ma non posso mangiare burger tutti i giorni perché ho un pessimo metabolismo! (Li mangio comunque piuttosto spesso provando ad accettare la mia immagine curvy, ma teniamo questo argomento per un altro post). Quindi, questi consigli sono buoni e reali soltanto se i vostri capelli non sono sottili!

La storia dei miei capelli non finisce qui, ho provato ancora un’altra cosa… extensions (nella parte tre)

Spero vi sia piaciuto il post, fatemi sapere che ne pensate!

XX

Lisa

Non mi sono mai sentita così benedetta nella mia vita.

Mi sto per sposare con l’amore della mia vita nel posto dei miei sogni (le Maldive) con tutte le persone che amo e posso sperare per una vita in salute!

So perfettamente quanto tutto questo possa essere fragile e ciò rende il momento ancora più speciale.

Io credo che chi è benedetto e fortunato nella vita dovrebbe provare a restituire in più modi possibili.

Non dovete diventare per forza ambasciatori delle Nazioni Unite o donare metà dei vostri soldi (a meno che ve lo sentiate, in quel caso fatelo ma non ditelo!)

Non solo solita citare la bibbia ma quando si parla di carità ricordatevi “non sappia la mano sinistra ciò che fa la mano destra”

Un tempo mi sarei sentita in colpa per questa felicità, ora non più perché sento di meritarla (vorrei solo che più persone potessero provarla)  e non perché ho molto sofferto in passato e perché ho combattuto contro il cancro per tre volte ma (sorpresa sorpresa!) perché sono una figlia dell’universo e noi tutti meritiamo di esser felici!

Qui un promemoria per me – e per chiunque possa essere utile – su come restituire energia e condividerla con gli altri.

  1. Sii una madre, una sorella, un amica per le persone che ti circondano. Non parlare di ingiustizie lontane, ma visita più spesso tua nonna o gli amici che hanno più bisogno.
  2. Sii consapevole. Al fine d’essere presente per le persone della tua comunità (e intendo amici, colleghi, insegnanti dei tuoi figli…. Tu sai chi sono) devi aprire gli occhi e chiedere: come stai? No davvero, come stai? Potrei sbagliarmi ma sento che qualcosa non va” fai saper loro che tu ci sei.
  3. Offri il tuo tempo. Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo… non possiamo tornare indietro ne comprarne un po’. Quindi dona il tuo tempo, passalo con amici e famiglia, no istangram, no whatsap, no telefono!
  4. Questo aspetto è molto italiano ma… prepara cibo per la gente. Non limitarti a comprare una torta già pronta ma fai qualcosa con le tue mani, mentre cucini ascolta della musica, sporcati le mani, mettici il cuore e divertiti!
  5. Se hai una capacità insegnala o rendila disponibile agli altri. Io parlo Russo e mi ritrovo spesso a tradurre per persone che hanno bisogno di un aiuto, questo è solo un esempio di come dare un po’ di gentilezza!
  6. Fai semplici domande come “posso fare qualcosa per te? Serve qualcosa?” non aspettare che l’aiuto sia richiesto, offrilo gratuitamente.
  7. Ascolta senza dare la tua opinione. Ascolta senza giudicare, non sentirti il focus, dimenticati di te stesso.
  8. Per persone che non hanno figli come me, fai da babysitter per i tuoi amici! Tu non lo sai ma potresti salvare una vita (e si, parlo della vita del bambino! E si sto scherzando totalmente!)
  9. Fai complimenti gratuiti. Ogni volta che pensi qualcosa di carino dillo, anche ogni volta che noti qualcosa di brutto cerca qualcosa di positivo, anche solo silenziosamente, nella tua testa. Smettiamola di essere così giudicanti gli uni con gli altri.
  10. Sii gentile, molto gentile, anche estremamente gentile. Sii gentile anche in modo strano.

Spero di aver motivato qualcuno e quel qualcuno possa ispirare me!

XX

Lisa

Ero solita identificare me stessa nei miei bellissimi, lunghi capelli da sirenetta.

Ho sempre lottato con l’immagine del mio corpo in passato (ero una bambina paffuta divenuta poi una donna curvy) i miei capelli invece mi hanno sempre fatto sentire unica, speciale.

Giusto per darvi un idea, questa ero io.

Poi è arrivato il cancro.

Quando è sopraggiunto per la prima volta non ho fatto nessuna chemio, l’ho invece affrontata quando si è ripresentato la seconda volta.

Ero rassegnata all’idea di perdere tutti i miei capelli, purchè mi avessero liberato dallo stupido cancro il prima possibile.

La settimana antecedente alla prima terapia mi sono seduta sul divano e ho pensato:

“Siamo nel 2014, non posso credere che non ci sia un modo per preservare i miei capelli”

E difatti un modo c’era: venni a conoscenza di “dignicap” e quando scrissi al mio oncologo scoprii che proprio nel mio ospedale ne avevano uno in dotazione, sebbene non me l’avessero proposto (si lo so è da pazzi)

Avrei comunque dovuto tingere i miei capelli del loro colore naturale e tagliarli un po’ più corti per aumentare le possibilità di riuscita di dignicap…

Questa sono io in seguito.

BENE, voglio essere onesta con i miei seguaci lottatori contro il cancro, ero effettivamente così, ma molto più spesso così:

(AKA abbastanza pallida, senza ciglia e sopracciglia –  ma ancora con i miei capelli! E si, questo è il mio bambino peloso, si, so che è adorabile!)

Questo è dignicap e questo è il viso di una donna che con tanta volontà ha preferito una terapia di 6 ore invece che 3.

Per ottenere il giusto risultato infatti devi indossare dignicap due ore prima della terapia e toglierlo due ore dopo. Questo perché il cappellino lavora per vasocostrizione, in pratica le basse temperature fan si che le vene diventino più piccole e la chemio non penetri nel cuoio capelluto (entra comunque nel tuo cervello, nelle ossa e in qualsiasi altra zona che non è sotto trattamento).

L’anno scorso, sottoposta ad un altro ciclo di chemio ho detto a me stessa che non l’avrei riutilizzato, fortunatamente la terapia utilizzata non ne ha causato la caduta.

Giusto per riassumere un po’ attraverso le immagini:

Piccola anteprima: nella seconda parte vedrete i miei capelli tinti in tutti i colori dell’arcobaleno e nella parte tre metterò delle extensions per provare ad avere i miei capelli proprio in origine e per imparare, ancora una volta, che nella vita non si può tornare indietro ma soltanto andare avanti!

XX

Vi ho mai detto che sono sopravvissuta tre volte al cancro? Credo di si. Se così non fosse… bene, lo sono.

Vi racconterò l’intera storia un’altra volta, tuttavia lasciatemi dire che l’ultimo (decisamente non per importanza poiché è stato davvero aggressivo) è tornato l’anno scorso e l’ho quasi sconfitto (la radiografia è pulita ma sto ancora facendo alcune terapie, iniezioni, pillole…

Ho meno energia del solito, ma ho cambiato la mia vita – e sono super felice di essere stata in grado di farlo – e ora faccio soltanto ciò che voglio, tutto ciò che passa per la mia mente… quindi probabilmente morirò accoltellata da qualcuno!

Solitamente la gente raggiunge questo livello di onestà/spontaneità molto più tardi nella vita…
Iniziare a trent’anni potrebbe rivelarsi una sfida per le persone intorno a te!!! (stò scherzando, più o meno…).

Tutto ciò per dire che l’ho superato, ho riempito la mia vita con tante persone meravigliose e attività coinvolgenti che non ho tempo ne energia da buttare pensando al cancro o altre questioni negative.

Tuttavia il mio subconscio pare lo faccia… mi ritrovo a avere incubi ricorrenti in cui diversi dottori si rifiutano di curarmi, degli assassini cercano di uccidermi per tre volte, cose negative mi inseguono e accadono ripetutamente.

In realtà credo non ci sia molto da fare, il mio cervello sta elaborando il trauma e a dire il vero gliene sono grata (ancora, più o meno). Per questo cerco di non dargli troppa importanza evitando di crearmi inutili paranoie.

Voglio comunque condividere con voi questo momento poiché credo che sia qualcosa che accada a molte persone che stanno provando a superare qualcosa, non solo il cancro.

Questa giornata segna il mio primo post serio!

Ma non preoccupatevi, domani avrò un sacco di tempo – andando in ospedale per esami e check up vari- e vi racconterò dello splendido Rione Monti di Roma!

Lisa

Con questo blog vorrei condividere tutte le avventure che ho avuto, ho e avrò il piacere di vivere, quindi… cosa succederà prossimamente nella mia vita?

Il mese prossimo visiterò Roma, la Sardegna, Milano e Cipro, quindi potete aspettarvi molti consigli, fotografie e pensieri!

Durante l’anno a venire mi sposerò parecchie volte (con lo stesso favoloso ragazzo ovviamente) … il primo “si” accadrà alle Maldive in agosto, nel maggio del 2019 il matrimonio avverrà a Brescia, Italia, e probabilmente in inverno anche a Los Angeles con una cerimonia tradizionale iraniana… quindi aspettatevi molti altri consigli riguardanti viaggi per matrimoni, matrimoni in generale e forse qualche post sdolcinato sull’amore, perdonatemi ma non posso farne a meno!!

A Dicembre sarà in uscita il mio secondo libro… una delle notizie più emozionanti per me!

I primi due mesi del prossimo anno saranno dedicati ad un lungo viaggio, quasi un giro del mondo, che porterà me e mio marito a scoprire posti fantastici come Ushuaya – Argentina – Giappone – Botswana – Vietnam e molto altro…

Ho pensato che con tutte le esperienze incredibili in arrivo avrei dovuto scrivere un diario… quindi perché non condividere con altre persone, scambiarsi idee e buona energia?

In ultimo (non d’importanza) sono sopravvissuta al cancro per tre volte e certamente, prima o poi, la mia dolorosa storia farà un apparizione…

Questo è solo il mio primo post, spero di avervi dato un idea di alcune tra le molte cose che vi racconterò. Sarebbe stato impossibile far rientrare tutti i miei interessi in questa piccola pagina… quindi, teniamoci in contatto!

Xx

Lisa