Arrivo a fare un recap di quest’anno un po’ in ritardo, mi perdonerete… ultimamente sono stata in ritardo su tutto, nel rispondere agli auguri, nel fare regali, sono stata in ritardo persino con i pensieri.

Quest’anno conferma una verità universale della quale sono convinta da parecchio tempo, una realtà amara, ma tutto sommato estremamente onesta: nella vita non ottieni niente per niente.

Non vuole essere una di quelle frasi incazzate da adolescenti tardivi, è una semplice regola alla quale in un modo o nell’altro ci pieghiamo tutti.

Io quest’anno ho conosciuto l’amore della mia vita nel modo più romantico che potessi sognare.

Come tutti i disillusi sognavo l’Amore da favola senza osare dirlo ad alta voce ed è arrivato.

L’ho chiamato, l’ho pensato, l’ho cercato senza saperlo in ogni parola che scrivevo e lui è arrivato. A distanza di mesi mi rendo conto di come ho buttato alle ortiche tutto quello che credevo di sapere sull’amore, perché non c’è più da pensare come prima, adesso basta essere. Anzi, adesso è.

Poi è arrivato il matrimonio dei sogni in maniera spontanea, una vacanza da sogno per noi che si è trasformata da sola nel matrimonio che non sapevo nemmeno di sognare.

Solo con gli amici veri, solo con chi era felice ed emozionato di essere lì, con chi sapeva quanto mi è costata la vita, quanto l’ho pagata con una moneta che vale più di qualunque dollaro euro o diamante. Volevo vicino chi conosce il valore dei momenti al di là del valore degli oggetti.

Il 2018 è finito per me con un grande silenzio. Il più grande silenzio che mi si sia fatto dentro. Una ennesima battaglia che sono felice di poter dire vinta. Verranno altre macchie, verranno altre lotte non mi faccio troppe illusioni, anche se io ci metto tutta l’energia di cui sono capace.

Ma ciò che mi ha costretto a fare la radioterapia alla teca cranica almeno se ne è andato, come dicevo nella vita non si ha nulla per nulla. Ho iniziato ad elencare tutto quello che ho dato, ma ho cancellato, sarebbe solo inutile pornografia del mio dolore.

Adesso voglio prendere tutto questo silenzio accumulato e dalla bellissima California trasformarlo  in parole,  le parole in tutto quello che non sono riuscita a sognare in questi mesi.

Lisa

Sono scomparsa per un po’ perché è un periodo leggermente complicato, tra lavorare a due libri, combattere il cancro ( sto facendo una radioterapia inaspettata dopo il mio ultimo controllo, ma ne parlerò poi ) insomma… le solite cose!

Ad ogni modo oggi vorrei parlare del magico mondo di Instagram!

Premesso che io sono una fan e non ci vedo nessuno strumento del male, mi rendo conto che possa essere utilizzato in modo positivo oppure negativo.

La maggior critica che viene mossa è che su Instagram le persone sono “false” e ci fanno vedere solo ciò che vogliono… surprise surprise! Ma ne più ne meno come quando usciamo il sabato sera e vediamo tutti agghindati e carini, non lo sappiamo poi se magari non dormono da giorni per le coliche del bambino o se litigano da mesi con il partner, e tutto sommato nel non dircelo non sono falsi, si stanno solo facendo i c**i loro (che, nel caso non lo sapeste, aiuta a vivere fino a cento anni!!!).

Una mia amica mi ha detto che guardando dalle mie foto su Instagram sembra che non me la stia passando male…. noooo, è un incubo, solo che le foto con gli aghi nelle vene o mentre vomito in autostrada le troverei di pessimo gusto, non interessanti e soprattutto volte a cercare una simpatia che non mi interessa avere. La domanda è: perché non è normale pensare che uno condivida le cose belle, non per falsità ma perché è anche buongusto?

Altra pessima abitudine delle instagramers è guardare fotografie di donne bellissime e sentirsi inadeguate, a parte che rimango del parere che ci siamo molte donne più fighe di me al mondo, non ho bisogno di vederle per saperlo, e a me sta bene così, non mi toglie ne aggiunge nulla.

Ma se proprio l’insicurezza è cosi paralizzante vi consiglio di guardare le foto della bellissima Alice Basso e vedere quando, a differenza di tre secondi, passa dall’avere un po’ di  smagliature a diventare top model di victoria secret.  A parte Alice che è un caso raro di bellezza e trasparenza, sappiatelo che

la gente si filtra anche li mortacci dell’anima loro, è normale! Fateglielo fare in pace, sappiate che come sempre delle persone vediamo solo ciò che portano in scena, il dietro le quinte non ci riguarda, ma per questo si dice che bisognerebbe essere gentili con tutti, non sappiamo mai che battaglie combattono.

Io personalmente “linstagram”  lo uso per divertirmi, posto foto che trovo ironiche o belle, faccio cento storie al giorno perché è incredibile la quantità di persone con cui ti connettono ma non mi faccio troppi problemi se siano “cool” o meno. Diciamo che non lo sono, lo so, e mi sta benissimo così!

Vi lascio con un consiglio.  in quanto donna che si vuole bene non seguo tanto modelle o modelline che postano solo foto di culi perfetti – un po’ perché non mi interessano – ma seguo un sacco di profili sulla diversity, sulla bellezza attraverso le imperfezioni, le cicatrici, o  sulla bellezza in altre taglie, o sul burlesque, sulla bellezza acqua e sapone, sulla bruttezza che diventa inaspettatamente bellezza.

Instagram lo possiamo selezionare e il mio somiglia ad un mondo multiculturale popolato di gatti e animali strani, con spesso foto di fiordi in Islanda e qualche bella ragazza prosperosa agghindata di piume rosse, il tuo Instagram com’è?

Dal pianeta insta è tutto!

Baci

La Lisa.

 

Recentemente mi sono imbattuta in due concetti filosofici che finora non conoscevo: minimalismo e “slow living revolution”.

Il fatto che ho accidentalmente scoperto questi due movimenti attraverso un ashtag in istangram potrebbe essere considerato da alcuni una coincidenza, da altri il fato, personalmente credo si chiami SERENDIPITY.

Quindi, cos’è il minimalismo?

Ho fatto alcune ricerche e ho trovato numerose risposte, e credo che il motivo sia che ci sono diversi modi di essere minimalisti, può essere una scelta radicale come possedere solo 100 oggetti e vivere in una piccola casa o può essere semplicemente qualcosa che aggiungi ogni giorno nella tua vita (quasi ironico pensare di aggiungere qualcosa alla tua vita sottraendo…) la definizione che più si intona con la mia visione è che il minimalismo riguarda la semplicità.

Trovo che sia semplice come chiedere a se stessi “ho davvero bisogno di questa cosa?”

Semplice ma allo stesso tempo rivoluzionario.

Mi serve davvero questo favoloso paio di scarpe? (chi vuoi prendere in giro, certo che ti servono, vai e comprale!)

Ho bisogno di questa persona nella mia vita? Aggiunge qualcosa alla mia esistenza?

(e con “aggiungere” non intendo ovviamente qualcosa di materiale ma, questa persona mi aiuta nella mia crescita personale? Questa persona porta gioia, risate o energia positiva alla mia mente? O questa persona si lamenta e critica soltanto? Siate consapevoli che la vostra mente non è un bidone e nessuno è autorizzato a buttarci spazzatura)

Slow living revolution:

Anche questo è un concetto complesso e sfaccettato. Ho scoperto proprio oggi che tutto è iniziato in italia (la mia terra) con il movimento “slow food” e da qui il movimento “slow cities”. in Italia ci sono circa 75  città “slow” e molte altre sparse per il mondo (17 in Polonia, 11 in Corea del Sud e 2 in Usa). Il concetto di Slow City è abbastanza semplice: utilizzano la tecnologia per migliorare il tenore di vita delle persone, e non per rendere tutto più complicato e rispettano le risorse geografiche tradizionali. Uno dei maggiori esponenti di questo movimento è Carlo Pretini, nonché mente dello “slow food project”.

Accanto ai movimenti slow food e slow cities si colloca il fenomeno chiamata slow living revolution. Vivere slow non significa essere pigri o senza obiettivi, ma come dice l’autore Carlo Pretini, vivere al giusto ritmo.

Credo che durante l’anno appena trascorso, in seguito alla diagnosi del mio terzo cancro (sono in completa remissione dallo scorso ottobre, ma la mia vita è cambiata drasticamente ora che devo convivere con numerose pillole e medicine) mi sono mossa in direzione di queste due filosofie senza neppure esserne consapevole, e mi ha aiutato notevolmente.

Certamente affrontare questo tipo di difficoltà ti forza a dare delle priorità, ti ritrovi ad avere sempre meno energie fisica ma più entusiasmo e voglia di vivere. Ciò significa capire davvero chi vuoi essere, chi vuoi intorno a te evitando tutti quegli eventi, attività, persone che incontravi senza un perché (e mi spiace dirvi che il motivo era che non volevate stare soli con il vostro compagno sul divano, o magari soli con voi stessi).

Io ho iniziato escludendo molte persone, molti eventi (sono sempre stata un amante della vita notturna ed ora sfido chiunque ad incontrarmi dopo le dieci di sera a meno che non ci sia qualcosa di davvero speciale o mi stia veramente divertendo un mondo) e poi ho anche iniziato a vendere alcune delle mie troppe borse&scarpe con benefici economici e spirituali.

Sarò onesta nel dirvi che che tutto è cominciato quando mio marito si è trasferito da me e ho realizzato che non c’era posto libero per i suoi oggetti, volevo che si sentisse il benvenuto in quella che ora è la nostra casa poiché era arrivato nella mia vita, ora nostra vita.

Fare spazio, riordinare fa sentire davvero bene, e continuerò a farlo ovviamente senza esagerare…

Se vedrete mai la mia zona make up (non una valigia, ne valige ma un intera zona) e il numero di prodotti per la pelle che posseggo, potreste capire che non potrei mai avere solo 100 oggetti, ma non credo che questo sia il punto…

Credo che il punto sia: programmare il tempo del riposo e semplicemente sdraiarsi, programmare il tempo per pensare e farsi delle domande, programmare un tempo per guardare una torta cuocere nel forno, e lasciare andare tutto ciò che non ti fa raggiungere degli scopi nella tua vita.

Spero vi piaccia il post, è stato particolarmente significativo per me.

In luce e amore

Lisa

Non è forse questa la somma domanda?

Eppure la gente ne parla a tavola come se fosse un argomento semplice…

Non posso domandarmi se credo in Dio senza sentire una voce interiore che sussurra “cancro, cancro, cancro” (immaginatelo come il suono di un allarme anti incendio)

Ciò nonostante, credo di aver avvertito una maggiore vicinanza a Dio proprio dopo l’anno scorso, quando ho scoperto che il cancro si era diffuso ancora una volta.

Molte persone pensano (ed io ero una di quelle) che più sei vicino alla morte, più hai bisogno di un Dio Onnipotente che può salvarti o eventualmente prometterti un mondo migliore davanti.

Questo è certamente il motivo per cui ho rifiutato Dio così a lungo e con così tanta forza, non volevo essere debole e ingenua, volevo essere una persona forte che cammina e combatte senza illudersi.

Poi ho avvertito il fuoco e ho visto persone bruciarsi fino a diventare cenere e li ho trovato la grazia.

Non pensavo potesse esistere grazia in posti cosi disperati.

La grazia divina. C’è uno stato di pace che credo non possa essere interamente umano.

Tuttavia non pretendo di aver trovato nessuna verità, dico solo di comprendere ciò che non posso comprendere, ma c’è una forza lì fuori a cui voglio parlare e chiedere di compiere dei miracoli per me e per tutti quelli che ne hanno bisogno.

Questo non significa che quando sarà il mio momento, il più tardi possibile perché ho molte cose da fare in questo viaggio, sarò tipo:

“hei amico, sei onnipotentee tutto il resto, ma ti garantisco che devi ancora migliorare parecchio!”

Suppongo mi guarderà, controllerà la mia ricevuta e dirà:

“ Ragazza, che ci fai ancora li? Dovresti già essere all’inferno! Guardie!”

(esatto, Dio usa degli slang, avete dei problemi per questo?)

Da che parte stai nella questione Dio?

Pace e luce,

Lisa

Questo è un piccolo esperimento.
Un video che mi ritrae mentre leggo la mia ultima poesia.
E’ in italiano, e non posso tradurla propriamente ma scriverò sotto ciò di cui tratta.
Spero davvero possiate apprezzarla.

XX

Lisa

Quanto ci somiglia questo pianeta
Con i suoi movimenti lenti
I suoi sconquassi improvvisi
Parte terra parte mare
In mezzo roccia,
quanta ne puoi contare
Il mare stesso coi suoi colori
I suoi turchesi tranquilli
E quei petroli impetuosi
Siamo fatti a immagine e somiglianza
del mondo in cui viviamo
e ne portiamo l’impronta
Nel palmo della mano
Ogni suo elemento ci appartiene
Acqua terra
Fuoco e vento
Portiamo tutto dentro
Tutto questo tumulto
Nel nostro spazio così angusto

Prima di tutto: per tutte le persone che non hanno il cancro e che forniscono assistenza… perché abbiamo scanxiety – paura dello scan?

Entri in ospedale, prendi il biglietto e aspetti il tuo turno, ti registri e scendi sottoterra, senti freddo. Ti siedi in una stanza con persone che attendono la conferma di avere il cancro oppure no, se è tornato, e quanto è aggressivo questa volta.

Quindi ora siedi in una minuscola stanza. Sono tutti silenziosi ed incasinati come te, ma per qualche ragione iniziano a condividere le storie peggiori mai sentite sul cancro. Ora non c’è nessuna possibilità di sfuggire al pensiero (il pensiero che hai cercato di evitare tutta settimana, se non tutto il mese): in un imprecisato lasso di tempo ti trovi rinchiusa in un macchinario, con un armatura di plastica sul petto e sul viso, incapace di muoverti, e un rumore fragoroso che ti ricorda in continuazione cosa sta accadendo… claustrofobico?

Cosa puoi fare?

Prima dello scan:

  1. Mentre aspetti metti le cuffie e ascolta della buona musica
  2. Porta dei cruciverba da risolvere, ti terranno occupato
  3. Lavori a maglia? È ora di iniziare. Sei un uomo? Non importa, fallo lo stesso!
  4. Cerca di elencare mentalmente 5 cose che ami o per le quali sei grato
  5. Sfogati. Avrai a che fare con tecnici, nessun dottore o infermiere. Il loro obiettivo è metterti in quel macchinario il più velocemente possibile, far sì che resti immobile e mandarti fuori da lì. Ricorda loro che sei un essere umano. Io ho perfezionato il mio sguardo languido, dico loro che sono terrorizzata e al mio terzo cancro in 30 anni di vita. Chiedo di avvisarmi a metà esame (non lo fanno comunque ma hey.. ), è il mio modo di resistere al sistema e far sentire il mio lato umano.
  6. Prendi dello xanax! Ok forse questo sarebbe dovuto essere il primo punto, ma ragazzi… non funziona da solo! Vi servono comunque un sacco di pensieri positivi!
  7. Pensa alla tua oasi di felicità. Può essere un posto, un momento o una persona speciale. Per me è l’oceano, il mare, le onde. Sono quasi un’insegnate di Yoga… so che è difficile ma provateci fortemente.
  8.  Mentre siete nella macchina e pensate a tutti i posti in cui potrebbero trovarvi il cancro, vorrei che visualizzaste voi stessi prendere a calci quel pensiero e rimpiazzare il pensiero con i numeri 5 o 7, dovrete farlo 600 volte… bene, questo vi terrà occupati e ricordate: il vincitore non è nient’altro che un perdente che non si arrende mai, quindi quando fallite, riprovateci… e poi riprovateci ancora.
  9.  Mentre sei nella macchina pensa a qualcosa che conosci dal cuore: un mantra, una preghiera, una canzone, e ripetila. Perdi te stesso.
  10. Una volta fuori spero tu viva in una nazione dove l’erba è legale… Netflix, pizza e vino potrebbero essere il trucco vincente! Rilassati e prova a dimenticare ciò che hai appena fatto.

Spero abbiate capito il percorso, è davvero dura ragazzi!

Fottutamente dura.

Tuttavia credo che possiate scegliere, scegliere di essere molto più tenaci di tutto questo schifo.

E’ l’unica via e dovete farlo per voi stessi. Piangere non aiuterà, un crollo mentale non vi aiuterà, e neppure lamentarvi l’intera giornata.

Lottare con più forza vi farà attraversare questo momento.

Non voglio promettervi una guarigione, ciò dipende da una combinazione du cure e fortuna, ma vivrete la miglior vita possibile nelle circostanze più avverse… e questa è la vittoria/vendetta più importante!

Non vedo l’ora di ricevere i vostri consigli sull’affrontare l’ansia da scan!

Amore e luce

Lisa

A seguire le 5 cose da fare nell’organizzazione di un addio al nubilato, e le 5 cose da evitare!

  1. Prepara un grazioso kit per l’intero gruppo, come un costume da bagno coordinato o un simpatico “hangover kit”, potete trovare ogni cosa sul mio grande amico Amazon!
  2. Prenotate tavoli sia al ristorante che in qualche club, nessuna decisione deve esser casuale o presa all’ultimo minuto
  3. Trovate uno spogliarellista anche se la festeggiata dice di non volerlo!
  4. Non deve essere per forza volgare, sarà però divertente ricordare la vostra amica imbarazzata di fronte al ballerino.
  5. Fate giochi di gruppo, magari alcolici!
  6. So che il tempo delle scuole è finito ma potrebbe esser divertente tornare teenager e parlare di ragazzi con uno shot di vodka in mano! Le mie amiche avevano preparato alcune domande sulla mia relazione e avevano anche ottenuto le risposte da mio marito. E si, il matrimonio resiste.
  7. Organizzate un momento dedicato alla bellezza: cetrioli per sgonfiare gli occhi e una buona maschera per il viso. Giusto un momento di relax tra un impegno e l’atro.
  8. NON stressate la futura sposa!
  9. NON parlatele dei problemi relativi all’organizzazione spoilerando le varie sorprese! La tentazione sarà forte ma provate a resistere!
  10. Non siate indecise, date la vostra opinione liberamente!
  11. Non litigate tra di vo, un litigio fra donne? Davvero?
  12. Non lasciate la testimone di nozze sola ad organizzare l’intera festa, cooperate per la vostra sposa! Lei apprezzerà l’amore extra.

QUI QUELLO CHE E’ ACCADUTO AL MIO ADDIO AL NUBILATO

Il mio addio al nubilato è stato lo scorso weekend in Costa Smeralda con 10 delle mie ragazze preferite.

A dire il vero, Mykonos sarebbe stato il luogo ideale per festeggiare e brindare tutta la notte, tuttavia considerando le mie attuali condizioni di salute, quel posto avrebbe comportato una tentazione troppo forte… quindi ci siamo compromesse in Sardegna.

E questi sono proprio i compromessi di cui parlo!!!

Potete notare la mia tristezza… !!!!

Tutto è iniziato riservando un tavolo per 11 ragazze a Porto Cervo lo scorso venerdì, solo all’arrivo alle 10 di sera ho realizzato di aver prenotato in tutt’altro posto (ancora non ho scoperto dove).

Fortuna vuole che conoscessi il proprietario del locale, il quale ci ha riservato un trattamento favoloso.

Durante la serata mi sono concessa due bicchieri in più di quanto previsto… anche meglio di Mykonos!

Abbiamo mangiato pasta e bevuto del buon Vermentino (il vino tipico sardo), fumato dell’Hookah, e ballato e…. in fine mi hanno sorpresa con una bottiglia di champagne servita da un ragazzo a dorso nudo, ciò che io chiamo uguaglianza di genere!I

Il giorno 2 mi sono svegliata con l’immenso desiderio di bere litri d’acqua.

Intorno alle 11, tutte le mie amiche riunite in piscina mi hanno invitato a sedermi sulla sedia… non appena è iniziata la musica ho capito cosa sarebbe accaduto! Ciò che non sapevo era che le vicine di casa ci spiavano da sopra incoraggiando il ballerino (due donne i cui nipoti potevano avere almeno 11 anni) creando un imbarazzo generale, ballerino incluso.

In seguito, le mie amiche hanno sollevato alcune lamentele (lo stripper troppo timido non aveva ballato ma richiedeva comunque il cache tipico della Costa Smeralda!) il povero ragazzo aveva quasi pianto!

Mi spiace per lui, ma ha contribuito a creare una bella storia…. Ragazze “gangster” che fanno piangere lo spogliarellista!

Il party si è concluso al “Phi Beach” un club veramente figo sulla spiaggia con vista sul tramonto….

Causa stanchezza, ho abbandonato la serata piuttosto presto, le mie amiche però hanno trovato la serata favolosa!

Spero vi sia piaciuta questa piccola storia!

XX Lisa

So che siamo nel 2018 e mi spiace proporvi un post su una ragazza che ha bisogno di imparare come stabilire dei sani confini nelle relazioni interpersonali, avrei preferito non doverlo fare.

E se qualcuno pensa che non sia un problema da trattare, sono contenta per voi perché siete circondati da donne fortunate e consapevoli, almeno credo!

Dirò comunque la mia opinione.

Nelle ultime due settimane ho avuto conversazioni profonde ed illuminanti con alcuni amici che mi hanno fatto realizzare quanta merda continuiamo ad accettare senza far valere noi stessi, dai nostri partner, dai nostri amici esigenti e respingenti, e perfino da sconosciuti.

E lo posso confermare con certezza perché è stato un problema per gran parte della mia vita. Ora non più.

Ho preso così tanti schiaffi in faccia (metaforicamente) da non riuscire neppure a contarli.

Qui un esempio:

La scorsa settimana ero in coda ed una donna si lamentava rumorosamente, dopo un pò sorridendole gentilmente le ho detto: “mi spiace, dobbiamo solo avere un po’ di pazienza”

Mentre tenevo la mano al mio fidanzato lei mi ha guardata e mi ha risposto amaramente: “semplice per te, non hai figli a casa a cui badare”

Io non ho figli perché non posso averli…. Il cancro, esatto… quindi ho risposto con tranquillità “non siamo tutti così fortunati signora, vorrei tanto averli”

A quel punto, cercando di evitare una lite ,il mio fidanzato  mi ha bloccata.

Questo mi ha fatto pensare…

Ho oltrepassato la linea? Avrei dovuto mantenere la calma? Sapevo che la signora era stressata e probabilmente con tutti i suoi problemi personali  e io non intendevo essere sgarbata, ma non volevo neppure che lei sminuisse me e il dolore che provo.

(In italiano questo tipo di pensieri sarebbero tradotti con il temine “masturbazione mentale”, non credo ci sia un termine equivalente in inglese, significa che stai giocando con la tua mente e che ciò non genererà nulla).

Questo è il problema, come donne non siamo mai incoraggiate a stabilire dei confini e dire ciò siamo disposte ad accettare oppure no, tendiamo spesso a pensare che siamo sbagliate, o temiamo di esser percepite come stronze!

E anche riguardo ai miei dubbi interiori… che si fottano…

Credo onestamente che tutto inizi quando siamo piccole, vediamo come le nostre madri si lasciano trattare dagli altri. Sono consapevole che le cose si stanno muovendo, ma non così convinta che stiano cambiando del tutto.

Sono anche convinta che questa ossessione per la magrezza è parte del problema… vogliamo restringerci, occupare sempre meno spazio nel mondo, essere più leggere per le spalle di altri… e io penso e dico (a tutti gli uomini, donne, bambini e unicorni) e vi prego di perdonare il mio francesismo… che si fottano tutte queste stronzate!

Questo potrebbe sembrare un post femminista ma credo non lo sia, credo che i problemi umani siano i problemi di tutti, anche se trattano tema razziali, di genere, lgbt e molte altre cose.

Quindi ragazze e ragazzi… sappiate cosa non siete disposte ad accettare in un rapporto interpersonale e quando quel qualcosa accade uscite dalla porta, ciò non significa che meritate per forza qualcosa di meglio, ma sicuramente qualcosa di diverso, l’amore non deve farvi sentire incapaci, ignorate e stupide!

Fatemi terminare con una citazione femminista (Mi contraddico?  Benissimo, e allora mi contraddico, Sono grande e grosso, contengo moltitudini – Walt Whitman!)

Vorrei davvero leggere alcuni vostri pensieri al riguardo.

Con amore,

Xx

 

Lisa

 

  1. QUESTO E’ FANTASTICO
  2. QUESTO E’ COMPLICATO
  3. QUESTO FA SCHIFO
  4. QUESTO POTREBBE ESSERE OK
  5. QUESTO E’ FANTASTICO

Ma non preoccupatevi, oggi sono ancora un idiota!

Dico sempre che il lavoro creativo è come un enorme giostra delle montagne russe, e cavolo si, ho ragione anche questa volta!

Parlando del processo creativo… in questi ultimi dieci giorni ho avuto un interruzione nella stesura del mio romanzo mentre fino ad ora non c’era stata nessuna pausa. Ero abbastanza innamorata di ciò che avevo scritto fino a quando proprio ieri ho letto ad alta voce a mia madre per avere una sua opinione.

E proprio in quel momento ho capito di essere un idiota, perché…

“l’arte dovrebbe confortare il disturbato e disturbare il confortevole” E credo che il mio libro non raggiunga davvero questo ambizioso obiettivo… Ma questa volta persevererò, non cancellerò, né smetterò di scrivere per 10 giorni. E farò questo per tre motivi: 1.     Vorrei vedere il mio libro pubblicato ancora in questo secolo2.     Devo battermi, crescere e persistere!3.     Forse dovrei smettere di ambire alla fama di Dostoevskij e Milan Kundera ed accettare che anche scrivere un libro “ok” potrebbe essere piuttosto cool, vorrebbe dire che ho seguito le mie ambizioni e passioni. … nella speranza che queste affermazioni mi convinceranno a procedere con un passo veloce come quando mi sentivo un genio.

Qualche pensiero a riguardo?

Xx  Lisa

 

A little preview of our “engagement photoshoot” here in Rome, before my post about the beauties of this city !