“Non leggiamo e scriviamo poesia perché è carina. Noi leggiamo e scriviamo poesia perché siamo membri della razza umana. E la razza umana è piena di passione. La medicina, la legge, l’economia, l’ingegneria, questi sono scopi nobili da ricercare e necessaria per la vita umana. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, questo è ciò per cui vale la pena vivere”

PER CHE COSA VALE LA PENA VIVERE?

La prima volta che mi sono posta questa domanda è stata in corrispondenza con la mia prima recidiva al seno. Avevo ventotto anni e mi avevano diagnosticato un tumore al seno l’anno precedente, quando si è prospettata l’idea, ma più che l’idea la realtà, di un secondo intervento e di tanti, tanti, mesi di chemioterapia mi sono sentita davvero impotente, come una formica di fronte ad un’enorme montagna.

All’epoca vivevo insieme a mia cugina Eloisa, e mi ricordo di averle chiesto:

“qual è il senso, il senso di tutto questo combattere se non posso vincere, e devo riaffrontare tutto da capo?”

Lei mi rispose in modo molto pacato:

“si fa, e si fa per le persone che ami, per le cose che ami fare e per i sogni che vuoi realizzare”

Non che prima non avessi sogni, ma non era mai stata una questione di vita o di morte.
Adesso mi rendo davvero conto di che cosa significhi dire che se non si vive per qualcosa si finirà col morire per niente.
Quindi torno a chiederti, ma soprattutto ti prego, chiedi a te stesso: che cosa mi tiene in vita?

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