Ogni volta che vado a Roma finisco con lo scoprire qualcosa di nuovo, questa volta è stata Via Margutta: la strada degli artisti.

Questa via deve la sua fama ad artisti come Federico Fellini e Picasso, che hanno vissuto in Via Margutta, inoltre questa rinomata strada è stata scelta come la casa di Gregory Peck nel film senza tempo: vacanze romane.

Il successo del film ha portato ad un incremento del prezzo degli immobili, che ha causato a sua volta un abbandono progressivo da parte di molti artisti che abitavano la zona, come pittori e scultori.

Oggi Via Margutta rivive un ritorno alle origini e accoglie numerosi ristoranti, gallerie d’arte, negozi di design e scultori.

Abbiamo deciso di incontrare alcuni amici per pranzo al “Margutta Bio” dove abbiamo apprezzato un buffet vegetariano davvero gradevole (adoro la cucina italiana, ma penso che dovremmo lavorare molto sulla nostra idea di “cibo vegetariano, la proteina più utilizzata era infatti il formaggio, come spesso capita in Europa!)

Dopo pranzo abbiamo gustato religiosamente un espresso (qui in Italia è vietato dire di no a qualcuno che ti offre un espresso, è il modo in cui molte delle nostre relazioni e amicizie cominciano e finiscono).

Proprio quando pensavamo che la nostra esperienza in Via Margutta fosse finita, ci siamo ritrovati a cena da Babette con la sorella del mio fidanzato. Babette è un posto molto carino, con numerosi libri e opere d’arte che creano una atmosfera accogliente, l’ottimo cibo completa il quadro.

A questo punto, eravamo così appassionati a Via Margutta che seguendo il detto italiano “non c’è due senza tre”, abbiamo optato per un appuntamento romano di coppia presso la famosa Osteria Margutta.

Prima di tutto, per chi non ha familiarità con la parola “osteria” (mi sento così’ dispiaciuta per voi ragazzi!), è solitamente un piccolo ristorante in cui vengono serviti piatti tradizionali, nasce originariamente come un luogo economico, attualmente un’osteria può ottenere facilmente delle stelle Michelin, quindi fate attenzione!

All’osteria Margutta ho finalmente gustato un grandioso piatto di pasta all’amatriciana ( a voi che vi dimostrerete lettori fedeli potrò anche rivelare la mia ricetta) e una portata superba di tagliolini al limone, pasta con limone e burro versato (non particolarmente tradizionale per noi, ma un ottima variante alla tradizione). Abbiamo abbinato questi deliziosi piatti con un grandioso vino rosso, attualmente il mio preferito, Barolo.

La mia faccia dice davvero tutto: pasta è vita ragazzi!

Spero apprezzerete questo post e che vi possa essere perfino utile, anche solo per fantasticare un po’ su Roma o per darvi un idea sul vostro prossimo viaggio!

A presto con la mia descrizione del Rione Monti, un altro favoloso quartiere di Roma”

 

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